Aidan O’Brien continua a lodare Albert Einstein, il promettente puledro che si appresta ad affrontare la sua carriera da tre anni. Imbattuto in due corse da puledro, poi un infortunio lo ha costretto a saltare il Royal Ascot e non è più tornato in pista la scorsa stagione.
Nonostante abbia allenato diversi altri vincitori di Gruppo a due anni la scorsa stagione, O’Brien non ha dubbi sul fatto che Albert Einstein sia il migliore della sua categoria, con l’unico interrogativo sulla sua resistenza alla distanza.
“Ha piovuto, ma non abbiamo avuto problemi con il lavoro, però abbiamo dovuto fare attenzione a non sforzare troppo i cavalli sul terreno pesante”, ha detto O’Brien.
“Per tutti i cavalli più considerati al momento è andato tutto bene. Tra i cavalli delle Ghinee, il numero uno al momento è considerato Albert Einstein, che ha fatto molto bene tutto ed anche fisicamente c’è. È grande, potente e molto veloce. Non sapremo se riuscirà a coprire il miglio finché non lo faremo, certo. Gli esperti di “falcata”, di cuore, di pedigree, tutti… dicono che ce la farà, ma lui è molto veloce a pensare e ad agire. È rapido in tutto, esce velocemente dai box e prende subito il giusto passo di corsa è vero, ma non lo sapremo se fa il miglio classico e non cercheremo di scoprirlo, anche perché non vogliamo “svegliarlo troppo”, fino a che non lo faremo. Lo alleneremo come se fosse addormentato e vedremo cosa succede”.
Albert Einstein fa parte di un trio di cavalli selezionati per le edizioni delle 2000 Guineas che si disputano in Inghilterra, Irlanda, Francia ed Italia (Premio Parioli e Regina Elena), che sono corse di preparazione alla stagione classica.

“L’altro cavallo è Puerto Rico ed il terzo è Gstaad, e sappiamo tutti cosa ha fatto”, ha poi continuato O’Brien. “Al momento tutti e tre si stanno allenando bene per le Ghinee, immagino che uno di loro andrà in Francia e poi, si pensa, tornerà al Curragh per le Irish Guineas. Considerando le condizioni del terreno in questo momento, immagino che andranno tutti direttamente lì agli eventi a proporsi. A sentire i ragazzi in scuderia, penso che due andranno a Newmarket (per le Ghinee inglesi) ed uno in Francia, e poi al Curragh – credo che sia questo il piano generale”.
Poi ribadisce: “Albert è il cavallo principale. Quando abbiamo iniziato ad allenarlo nella primavera della sua carriera da due anni, pensavamo che tutti gli altri due anni non fossero buoni come lui e che lui fosse l’unico cavallo che avevamo di grandissimo spessore. Era di gran lunga superiore a tutti gli altri nel galoppo, era insolito vederlo sempre così centrato. Ha corso due volte e ha vinto la sua prima corsa con molta facilità, era una gara di sei furlongs (1200 metri) ed era abbastanza grintoso, è stato veloce per tutta la gara ed il secondo arrivato (Power Blue) ha vinto un Gruppo 1 dopo. Poi, Albert, ha avuto l’incidente, non sembra di grande portata, ma lui è potente, largo nella falcata e nel fisico e forte. E quindi ha continuato: “Si è procurato così una piccola frattura al Curragh. Era talmente avanti rispetto agli altri cavalli di due anni alla partenza del lavoro che era incredibile. Sì, è incredibilmente veloce. Tutti ci dicono che ce la farà, ma la domanda è se riuscirà a scendere in pista e rilassarsi. Lo stiamo allenando senza guardarlo troppo, andrà alle Ghinee senza nemmeno essere stato spronato. In termini di velocità, non credo che abbiamo mai avuto un cavallo come lui. Non so se ce la farà a sostenere i 1600 metri, ma lo scopriremo il giorno della gara. Appena si aprono i cancelli è velocissimo, atterra come un jet correndo. Non si può competere con un cavallo come lui senza sperare. È incredibile per l’emozione che trasmette, visto anche il suo infortunio che non lo disturberà quest’anno.
Poi AP. O’Brien conclude: “È il cavallo che tutti sognano perché non sappiamo cosa succederà. È iscritto al Derby perché con un cavallo come lui come si fa a non iscriverlo, ma sarei contento anche se riuscisse a coprire la distanza del miglio. Il piano al momento è che vadano, tutti i nostri tre alfieri di punta, al Curragh tra due settimane e quello sarà il loro allenamento più impegnativo prima della corsa, ma non chiederemo loro nulla di troppo, si adatteranno naturalmente al lavoro richiesto.”







