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MACK LOBELL, UN CAVALLO CHE HA FATTO LA STORIA DEL TROTTO

Mack Lobell è uno stallone americano nato il 28 aprile 1984 alla Lana Lobell Farm, nel New Jersey. Nasce da Mystic Park e Matina Hanover, una figlia di Speedy Count. Il puledro viene affidato all’allenatore Chuck Sylvester che in pista lo farà guidare al top driver americano John Campbell. Mostra ben presto le sue doti e da puledro si affaccia subito in prima categoria vincendo la Breeders Crown dei due anni, appunto, stabilendo due record mondiali. Chiuderà la stagione giungendo secondo nel Peter Haughton Memorial alle spalle di Ditka Hanover con in sulky Jan Nordin.

La stagione 1987, quella dei tre anni, per un cavallo è la più importante e Mack Lobell l’inizia con il piede giusto. Vince lo Yonkers Trot pareggiando il record del mondo in pista da mezzo miglio e battendo il limite della pista al Meadowlands. Si presenta, così, da netto favorito all’Hambletonian. Domina sia batteria che finale e batte Napoletano di oltre sei lunghezze. Ferma i cronometri sul 1.53.3, media al km di 1.10.6.

La doppia rottura nelle due manche del World Trotting Derby raffredda, però, gli entusiasmi per il campione di Chuck Sylvester che nel Kentucky Futurity prova a far sua la Triple Crown (Yonkers Trot, Hambletonian e appunto Kentucky Futurity). Vince l’heat eliminatorio. In finale scatta al comando e imposta ritmo lento ma in retta d’arrivo cede il passo a Napoletano.

Si parla di delusione ma John Campbell giustifica il suo allievo e si dichiara fiducioso per il proseguo della carriera. Il top driver non si sbaglia. Mack si presenta a Pompano Park in condizione smagliante e vince di oltre 12 lunghezze le Breeders Crown dei tre anni, battendo di oltre due secondi il record della pista, fermando i cronometri sul 1.11 netti. Il 1987 si chiude con la consegna del premio ‘Horse of the Year’ – il “Cavallo dell’Anno” – e con 13 vittorie su 16 uscite per 1.2 milioni di dollari di somme vinte.

 

What a horse, what a driver

Nel 1988, a 4 anni, Mack Lobell viene portato in Svezia per affrontare l’Elitloppet a Solvalla. Sicuro in testa da un capo all’altro John Campell porta il suo alfiere alla vittoria scatenando la famosa frase dello speaker: “What a horse, what a driver!”. Il campione americano fa il suo ritorno a casa dove domina la stagione facendo suoi il Nat Ray Trot, la Breeders Crown Open, la Challenge Cup e il Van Lennep Memorial ma, soprattutto, l’international Trot allo Yonkers.

Al termine della stagione Mack viene sfidato, nel March of Dimes Trot al Garden State Park, da Ourasi, il più grande cavallo francese di tutti i tempi. Il match si concluderà con la delusione per entrambi. Infatti, dopo una sfida all’arma bianca in cui Ourasi girerà di fuori a Mack Lobell, a vincere sarà a sorpresa Sugarcane Hanover avanti ad uno straordinario Ourasi e allo stesso Mack Lobell. Diciassette vittorie su 19 corse lo consacreranno di nuovo ‘Horse of the year’ 1988.

Il 1989 Mack viene acquistato per sei milioni di dollari in Svezia dove verrà affidato alle mani di John-Eric Magnusson. Il campione americano viene acquistato principalmente per scopi allevatorali ma continuerà a correre vincendo l’Hugo Abergs Memorial in Svezia, il Campionato Europeo di Cesena in Italia senza passare per la finale a due, il Grosser Preis von Bild in Germania e il Momarken Grand Prix in Norvegia, tutto questo nelle mani di Veijo Heiskanen. Torna a correre negli USA, terzo nell’International Trot. Vince per la seconda volta la Challenge Cup.

Nel 1990 per Mack arriva il periodo di Thomas Nilsson in sulky, con cui vincerà il suo secondo Elitloppet, il St. Michel Ajo in Finlandia, il Kosters Memorial in Danimarca e un secondo GP von Bild in Germania. Chiuderà il sesto anno di età con 14 vittorie e 1 secondo posto su 15 uscite.

Nel ‘91 – suo ultimo anno di corse – Mack Lobell inanella sette vittorie consecutive, con punta di diamante l’Olympiatravet di Aby, per poi perdere nei pressi del palo il suo secondo St. Michel Ajo, l’ultima corsa in carriera.

Delude come stallone, rivelandosi uno scadente razzatore rispetto alle attese che gravavano su di lui. Mack Lobell si segne nel febbraio 2016 alla veneranda età di 31 anni. Non prima, però, di aver fatto ritorno a Solvalla nella giornata dell’Elitloppet 2014, assieme al suo grande mentore e compagno di mille battaglie John Campbell che dichiara in un’intervista che Mack Lobell è stato il più grande cavallo che abbia mai guidato nella sua carriera. E se lo dice un grandissimo come lui si può credergli.

 

La carriera in numeri di Mack Lobell

CORSE DISPUTATE: 94
CORSE VINTE: 71
PIAZZAMENTI: 16
RECORD: 1.09.7
SOMME VINTE: 3.917.504$