Newbury

Intervista al trainer Richard Hughes

“Si rischia di fare una figuraccia cercando di stimare le quote di una corsa futura prima dei bookmakers, ma quando finalmente si decideranno a stilare le quote per la Weatherbys’ Super Sprint di sabato 18 luglio, direi che Bint Archange sarà la favorita”.

È una situazione entusiasmante per il suo allenatore, Richard Hughes, che ha vinto la corsa due volte come fantino, in sella a due dei vincitori memorabili di questa gara che è probabilmente più divertente da “correre” piuttosto che da scommettere.

Monsieur Chevalier e Tiggy Wiggy rappresentavano entrambi la scuderia Hannon, famosa, tra le altre cose, per la sua capacità di vincere la Super Sprint. In entrambi i casi, c’era un certo livello di aspettativa che sembrava aver ridotto la gioia della vittoria. In questa edizione sarà diverso il feeling.

Continua Hughes: “Sentivo di essere in sella al cavallo migliore in gara in quelle due occasioni”, ribadisce Hughes. “Bastava non farsi battere…Avevano bisogno di tattiche diverse nelle due edizioni vinte i due soggetti. Monsieur Chevalier fu il primo, circa 17 anni fa, e partì favorito a 2 contro 1 in una corsa con 20 partecipanti. Avreste avuto il cuore in gola anche voi che leggete, se al traguardo aveste avuto tre cavalli alle spalle e un gruppo compatto da superare nel finale di corsa. Monsieur Chevalier, è un piccolo cavallo coraggioso, ha accelerato infilandosi in uno spazio ristretto, poi in un altro, ma una “bestia” chiamata Shamandar aveva preso il comando lungo lo steccato delle tribune e sarebbe stato difficile da raggiungere” . Invece è stato bello vedere Hughes che spronava il suo cavallo senza ricorrere alla frusta, limitandosi a sventolarla un po’. Ha persino avuto il tempo di appoggiare le mani sul collo del cavallo negli ultimi tempi di galoppo, allora.

Torna la parola a Hughes: “Non ci sono molte corse di velocità a Newbury con così tanti partecipanti, sicuramente per qualche ragione”, riflette il fantino diventato allenatore. “Non c’è una corsa tipo Wokingham a Newbury, non so perché. La Super Sprint è una delle rare corse di cinque furlongs (1000 metri) in cui si vedono circa 20 partecipanti compatti al via.” “Vanno dritti in pista con coraggio e sei sfortunato se non riesci a trovare la traiettoria che desideri… soprattutto se hai un vantaggio di circa 6 kg. Tiggy Wiggy arrivò cinque anni dopo Monsieur Chevalier, con la licenza passata da Richard Hannon Sr. a Richard Hannon Jr. Non c’era modo di tenerla in disparte. Lasciala andare, dice Hughes, ricordando la tattica di Route One che funzionò così bene con la puledra fulminea per l’accelerazione che possedeva.

“È uscita dalle gabbie ed ha preso due lunghezze di vantaggio e l’ho lasciata correre come voleva. Non le sono mai arrivati vicino. Tiggy Wiggy ha condotto la gara dall’inizio alla fine, ha iniziato ad allungare dopo un paio di furlongs (400 metri) e aveva un vantaggio di sei lunghezze quando ha tagliato il traguardo in assolo. Ribadisco che è una cosa molto insolita per una corsa di velocità. Magari non sono dei campioni assoluti, ma ci sarà sempre qualcuno con un po’ di velocità pronto a provarci. Dopo quel traguardo, seguirono le vittorie nelle Lowther e nelle Cheveley Park. Ancora più impressionante, Tiggy Wiggy arrivò terza nelle 1.000 Ghinee la primavera successiva, nonostante fosse palesemente incapace di reggere la distanza del miglio”.

Insieme, gli Hannon’s, alleati di lunga data di Hughes, hanno vinto la corsa denominata Super Sprint ben 11 volte. A questo punto, quindi, avrà una buona idea del tipo di cavallo più adatto a questa competizione così particolare. Bint Archange sarebbe all’altezza? Non ha dubbi Hughes al riguardo sul fatto che si proporrà al meglio,  ha solo una lieve preoccupazione per la sua deludente prestazione fornita, quando ha corso l’ultima volta finendo proprio all’ultimo posto su 27 partecipanti nelle Queen Mary.

Prosegue Hughes: “Ha vinto ad Ascot [a maggio] proprio come mi aspettavo. Poi sono andato al Royal Ascot e sono quasi caduto dalla tribuna per quanto male ha corso. In fondo, non riuscivo a immaginarla fuori dalle prime quattro. La rivincita è arrivata presto all’Eclipse Meeting, dove Bint Archange si è confermata una cavalla di talento vincendo la Listed Dragon Stakes a quota 10-1. “Sono andato a Sandown con il fiato sospeso”, dice l’allenatore. “Poi guardandola correre, pensavo che avrebbe vinto già a metà gara. Lo sapevo e basta.”

È mai emerso qualcosa che possa spiegare la prestazione deludente nelle Queen Mary? “Assolutamente nulla. Forse era in calore, ma non c’erano segnali. Non sempre i cavalli danno segnali. Quello che abbiamo notato, però, è che al Royal Ascot era molto facile da sellare e si muoveva con grazia nel paddock” Ma a Sandown, quando è arrivata all’ ippodromo, la mia responsabile delle trasferte ha detto che era molto più grintosa, molto più vivace. Quindi, se sabato vi trovate a Newbury e Bint Archange si aggira per il paddock mezza svampita, forse è il caso di pensare alle sue avversarie. Speriamo che non sia necessario e ne sono certo che non sarà così”.

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Daniele Fortuzzi

Daniele Fortuzzi

Ho iniziato la mia conoscenza del purosangue inglese, nelle più importanti scuderie degli anni 60/80 a Milano, quelle degli allenatori Mario e Gaetano Benetti ed Enrico Camici. Ho studiato i libri del Varola e di Gianoli, del "grande" Federico Tesio e di Tony Morris. Commento le corse del galoppo estero per MST e SportNews.Betflag.it Ho prodotto il programma tv Mondo Cavallo, andato in onda sulle reti Mediapason (Telelombardia) e su Telenova. Sono socio-fondatore del magazine online Galoppo & Charme, assieme a Daniela Carlotti (redattrice e fotografa). Ora sono anche Direttore Marketing e Racing & Equestrian General Manager per il rilancio dell'Ippodromo di Varese (Le Bettole) per la Varese Turf & Sport srl dal dicembre 2025.