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AGNANO SENZA VOCE, ADDIO A SALVIO CERVONE UCCISO DAL COVID A 76 ANNI

È morto a 76 anni Salvio Cervone, storica voce dell’ippica napoletana e non solo. Da decenni si occupava delle telecronache dall’ippodromo di Agnano, compresi il Gran Premio della Lotteria e le altre competizioni. Ricoverato all’ospedale Cotugno di Napoli dopo essere stato contagiato dal Covid, è deceduto nei giorni scorsi.
Rampollo di una nota famiglia napoletana, in gioventù era stato un tra i più vincenti ed apprezzati gentlemen drivers di trotto, i guidatori non professionisti: nella sua bacheca anche il Gran Premio Federnat nel 1987, a Taranto, e il Trofeo delle Regioni 1977.
La scuderia di famiglia era stata la prima campana a conquistare il Derby, nel 1973, grazie ad Unno. Per tutti “Zio Salvio”, Cervone era ormai una presenza fissa ad Agnano fin dai tempi d’oro della struttura napoletana. Era stata sua la cronaca che aveva accompagnato la prima vittoria del leggendario Varenne nel Gp Lotteria 2000. Tra i tormentoni delle sue cronache, ormai diventati un classico, “chiacchiericcia il mio cronometro”, “allacciate le cinture” e “non c’è più tiempo”, oltre ai nomignoli che aveva affibbiato ai guidatori che erano scesi in pista ad Agnano: Enrico Bellei era il “Cannibale”, Elena Villani era la “Pasionaria”, solo per citarne alcuni.
Cervone era stato contagiato nelle scorse settimane e mancava da Agnano già da parecchi giorni. Poi il peggioramento delle sue condizioni di salute. All’ospedale Cotugno è arrivato già in condizioni molto gravi. Il suo cuore ha smesso di battere lo scorso fine settimana.
La notizia del decesso, rapidamente circolata nei circuiti ippici e sui social network, sui quali esistono molti gruppi di appassionati, ha lasciato nello sconcerto chi lo conosceva di persona e chi aveva imparato ad apprezzarlo tramite le sue cronache e che sta lasciando commossi messaggi di addio.

Per ricordare un personaggio di tale levatura ippica è stato proposto di intitolargli l’ippodromo di Agnano, la sua casa.