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Grosbois, 60 anni al trotto

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La storia del centro di allenamento alle porte di Parigi, acquistato dalla SECF nel 1962. Il Museo tra piste, box e boschi

È un vero gioiello che racchiude due storie gloriose: quello di un antico patrimonio legato alla storia della Francia e quello delle corse al trotto e l’eccellenza della razza trottatore francese.

Il comprensorio di Grosbois, situato nella città di Boissy Saint Leger nella Val-de-Marne, colpisce per la sua estetica. Il suo elegante castello e il suo maestoso parco seducono i visitatori con il loro incomparabile splendore.

Dal 1962 questo luogo unico appartiene alla Societe d’Encouragement à l’Elevage du Cheval Français, allora SECF, che ora ha il nome di LeTROT. Tramite il suo presidente dell’epoca Rene Balliere, aveva avviato la costruzione di un centro internazionale di formazione per trottatori. Il progetto si è concretizzato nel 1965. Oggi più di 80 allenatori vivono lì tutto l’anno e fino a 1.500 cavalli si preparano durante il meeting d’hiver di Vincennes.

In 60 anni Grosbois è riuscito a portare la Francia al primo posto al mondo sulla scacchiera delle corse di trotto.

La storia del Domaine de Grosbois inizia nel 1190 quando il re Filippo Augusto lo donò all’Abbazia di Saint-Victor. È solo terra boscosa. Il castello viene costruito intorno al 1580 da Raoul Moreau, allora proprietario della tenuta. Grandi finanzieri e statisti si succedono come padroni del luogo, tra il 1615, quando il duca di Angoulême, figlio naturale del re Carlo IX, ne diviene l’acquirente, e il 1785, quando il conte di Provenza, fratello di Luigi XVI e futuro Luigi XVIII, compra Grosbois.

Uno dei proprietari più illustri rimane Louis-Alexandre Berthier, maresciallo dell’Impero sotto Napoleone I. Il futuro principe di Neufchâtel e Wagram si affretta a riportare in vita la proprietà con feste sontuose.

Fino al 1918 il Domaine de Grosbois appartiene ai Principi di Wagram. Il 30 maggio 1918, l’ultimo a portare questo titolo muore. Non avendo figli, la proprietà passa a sua sorella, sposata con un principe di La Tour d’Auvergne. Quando anch’ella muore nel 1960, lascia in eredità la proprietà a suo figlio, che ne negozia la vendita alla SECF nel 1962.

La casa madre dispone di 410 ettari per costruire il suo futuro centro di formazione internazionale. I lavori dureranno tre anni. Lo stabilimento di punta per le corse di trotto è dotato di infrastrutture ultramoderne che lo rendono ancora oggi un riferimento mondiale. 4 piste, 40 chilometri di mulattiere, una giostra lunga 77 metri, 63 unità per istruttori, quasi 1.600 box, una clinica veterinaria di altissimo livello e un centro di formazione compongono il Domaine de Grosbois.

Dal 2010 il castello ospita il Museo del Trotto. Uno spazio di 600 mq ripercorre l’epopea del trottatore francese e delle gare. Offre un viaggio di 3000 anni di storia attraverso film, dipinti, incisioni, documenti…

A pochi chilometri dall’ippodromo Paris-Vincennes, il Domaine de Grosbois crea davvero un forte legame tra un patrimonio inestimabile e l’attualità.

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